Lasciateci il vostro parere sulla vostra esperienza di visita alle Mura di Pirano e riceverete una cartolina gratuita in segno di ringraziamento. Maggiori informazioni sono disponibili alla biglietteria delle Mura.

I primi riferimenti alla cinta muraria risalgono al VII secolo.

Le mura furono erette in tre diverse fasi. La parte più antica del centro storico, con al centro la “vecchia” Piazza I maggio, fu circondata dalle mura già nel VII secolo; al tempo la struttura difensiva aveva solo quattro porte, unici punti d’ingresso e d’uscita dalla città. Sotto il dominio veneziano la città comincia a prosperare e espandersi anche dall’altra parte dell’insenatura che fu trasformata in porto. I nuovi edifici non erano più protetti dalle mura originarie; per questo motivo fu realizzata la seconda o nuova parte della cinta, munita di ulteriori tre porte e due torri che fungevano da difesa del porto. L’ultima o terza espansione della cinta muraria avvenne a cavallo tra il XV e il XVI secolo, per paura delle invasioni turche. Questa parte della struttura difensiva fu eretta a partire dalla collina ad est dal centro storico, per proseguire lungo la parte meridionale fino al mare.

Prima costruzione

Le prime fonti storiche che citano Pirano risalgono al lontano II secolo A.C. quando i romani conquistarono la penisola istriana; tuttavia, all’epoca non si può parlare ancora di una cittadina densamente popolata. Soltanto dopo la caduta dell’impero romano alla fine del V secolo ebbero inizio le ondate migratorie di massa. Nei due secoli a seguire, Pirano diventò un “castrum”

fortificato da mura considerate oggi la prima cinta muraria piranese. Il nucleo della città originale circondata dalla cinta muraria era la “Piazza Vecchia” o Piazza I maggio, secondo la denominazione attuale. I punti d’ingresso e d’uscita erano rappresentati dalle porte Campo, Domo, Misana e Mugla.

Copyright: Mediadom Pyrhani

Seconda costruzione

Nei secoli a seguire l’area del Mare Mediterraneo ha visto svilupparsi il commercio marittimo e Pirano non faceva eccezione. L’iniziale cooperazione con la potenza navale e commerciale di allora, la Repubblica di Venezia, aiutò la citta a sottrarsi all’autorità dei signori feudali. L’autonomia durò fino alla fine del XII secolo quando Pirano cadde sotto il diretto dominio veneziano.

In quel periodo iniziò un’ulteriore fase di espansione con il ripopolamento della penisola piranese. L’insenatura fu trasformata in mandracchio (porto); in conseguenza delle nuove costruzioni si rese necessaria la realizzazione di un nuovo tratto della cinta muraria che proteggesse anche la parte nuova della città. La seconda parte della cinta muraria di Pirano scorreva attorno l’insenatura e finiva con le due torri nei pressi dell’entrata al mandracchio.

Le porte che costituivano i punti di accesso alla città erano la porta vicino a S. Francesco, la Prima porta di Raspo e la Porta di S. Giorgio. La seconda cinta muraria, quindi, non proteggeva (ancora) la chiesa di S. Giorgio, il monastero di S. Francesco o l’insediamento di Marciano.

Terza costruzione

La terza e ultima fase di costruzione della cinta muraria iniziò nella seconda metà del XV secolo, quando le invasioni turche costituivano un pericolo imminente. In quell’epoca la cinta muraria circondava quasi l’intera penisola. Furono inoltre erette anche 8 torri di difesa.

Proprio i resti delle mura erette in questa fase, che si trovano alle falde del colle Mogorone, hanno oggi il valore storico più importante per Pirano, alla quale conferiscono la preziosa bellezza che ha reso l’immagine della cittadina nota in tutto il mondo.

Porto di Pirano 1831, Leo von Klenze

La cinta muraria oggi

Nonostante il pericolo, la citta di Pirano non fu mai assediata dai conquistatori turchi. Con il miglioramento delle condizioni di sicurezza nel tempo, la cinta muraria perse il suo ruolo iniziale; inoltre, la città iniziò ad ampliarsi oltre il perimetro delle mura. A causa degli elevati costi di manutenzione, le autorità dell’epoca pensarono addirittura di abbatterle, ma ciò non avvenne e le mura furono gradualmente incorporate nei progetti infrastrutturali della città. Ad oggi si sono conservati più di 300 metri delle mura storiche, con 13 torri, 7 porte cittadine, che un tempo furono l’unico punto d’ingresso nella città, e molte parti ora integrate nel progetto urbano della città di Pirano.

“Pittoresco e antico,
assolutamente da visitare.”